Rilevazione presenze cantiere: cosa cambia con il badge digitale nel 2026

La rilevazione della presenza in cantiere nel 2026 entra in una nuova fase. Il Decreto Sicurezza sul Lavoro, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, introduce infatti l’obbligo del badge digitale. Le aziende devono adottare sistemi di tracciabilità elettronica. Sistemi in grado di registrare in modo affidabile chi è presente in cantiere, quando e in quali condizioni.

Un passaggio che migliora la sicurezza, il controllo e la gestione delle emergenze.

L’obbligo di digitalizzazione non riguarda più soltanto la rendicontazione delle ore lavorate, ma assumere un ruolo centrale nella tutela delle persone e nella gestione dei luoghi di lavoro ad alto rischio. La presenza diventa un dato critico, non più solo amministrativo.

Dal badge alla presenza reale nella rilevazione presenza cantiere

Con il Decreto Sicurezza sul Lavoro 2026, i sistemi tradizionali basati su registri cartacei o controlli manuali vengono definitivamente superati. La normativa spinge verso soluzioni digitali che garantiscono tracciabilità, affidabilità del dato e possibilità di verifica immediata.

Nei cantieri, sapere chi è presente non è più una semplice formalità. La gestione delle presenze diventa parte integrante della sicurezza, soprattutto in contesti complessi, temporanei o distribuiti su più aree operative.

Rilevazione presenze cantiere e gestione delle emergenze

Il badge digitale rappresenta il primo livello del nuovo approccio alla gestione delle presenze. Attraverso badge fisici o virtuali, ogni lavoratore viene identificato in modo univoco e le informazioni vengono registrate automaticamente su piattaforme digitali centralizzate.

Questo sistema risponde ai requisiti normativi e riduce errori e irregolarità. Tuttavia, nei cantieri complessi, la timbratura restituisce solo una fotografia iniziale. Durante la giornata, le persone si spostano tra zone diverse, cambiano attività e lavorano in aree con livelli di rischio diversi.

La vera novità del 2026 è quindi il passaggio dalla timbratura alla presenza reale , aggiornata e affidabile nel tempo.
In caso di emergenza, sapere chi è presente e dove si trova diventa fondamentale per una gestione efficace della sicurezza.

Perché la timbratura non garantisce la sicurezza in cantiere

I limiti dei sistemi tradizionali emergono soprattutto nelle situazioni critiche. In caso di emergenza, evacuazione o controllo ispettivo, sapere chi ha timbro non è sufficiente.

In questi momenti, la sicurezza dipende dalla capacità di sapere:

  • chi è ancora all’interno del cantiere

  • chi ha raggiunto i punti di raccolta

  • chi manca all’appello

Il Decreto Sicurezza 2026 rafforza questa esigenza, richiedendo che i dati sulle presenze siano immediatamente utilizzabili, non solo archiviati a fini amministrativi.

La presenza come informazione operativa

In questo scenario, la rilevazione della presenza cantiere evolve da funzione amministrativa a strumento di sicurezza operativa. La presenza delle persone diventa un’informazione attiva, utile per prendere decisioni rapide e coordinate, soprattutto in caso di emergenza.

L’approccio di BeeComs Sicurezza si inserisce in questa evoluzione, integrando la gestione delle presenze con sistemi RTLS in grado di fornire una visione aggiornata e continua delle persone presenti, per area o zona operativa.
Non si tratta di sostituire il badge digitale, ma di rendere il dato realmente utile per la sicurezza.

Adeguarsi al decreto, guardando oltre il 2026

Il Decreto Sicurezza sul Lavoro 2026 non impone una tecnologia specifica, ma richiede risultati chiari: tracciabilità, affidabilità del dato e tutela delle persone. La presenza di presenze in cantiere tramite badge digitale è un passaggio obbligato, ma nei cantieri più articolati non rappresenta sempre una risposta sufficiente da sola.

Adeguarsi alla normativa significa quindi adottare soluzioni che garantiscano conformità, ma anche capacità di trasformare la gestione delle presenze in uno strumento concreto di prevenzione e gestione delle emergenze.

In questo senso, la vera innovazione non è solo tecnologica, ma culturale: leggere la presenza non come una timbratura da archiviare, ma come un’informazione viva, centrale per la sicurezza sul lavoro.